Addìa

Paola Alcioni,

Cagliaritana, copywriter e traduttrice in lingua sarda, vincitrice dei più importanti premi di poesia in lingua sarda (Ozieri, Pasada, Romàngia), ha pubblicato - in italiano – “La stirpe dei re perduti” (2002) e, per ragazzi, “Il segreto della casa abbandonata” (2004) e “Mordipiedi il tenebroso” (2007). Alcuni suoi lavori sono stati portati in scena dalla Compagnia Olata, dalle coproduzioni Il Crogiuolo/Il Teatro del Sottosuolo e Teatro Impossibile/ Gruppo Batisfera.

 

Antonimaria Pala

Ha vinto premi e ricevuto importanti riconoscimenti nei principali concorsi letterari in lingua sarda. Cultore ed esecutore di musica di tradizione orale, unisce questa passione all'impegno militante per la tutela della lingua sarda e all'attività letteraria. Ha curato una raccolta di racconti in lingua sarda: “Sos Contos de Torpenet” per Edizioni Condaghes e numerose altri interventi in riviste, radio e tv.

A d d ì a

Il reading Addia, che vede nel ruolo di protagonista Maria Virginia Siriu, direttrice del Teatro Theandric Teatro Nonviolento, accompagnata dalla chitarra classica di Andrea Congia e dal sax tenore e sax soprano di Juri Deidda, è un viaggio nell'intimità ancestrale dell'isola sarda.

Ha debuttato il 7 marzo 2012 al Teatro Tonio Dei di Lanusei.

 

Liberamente ispirato al romanzo omonimo “Addia”, vincitore della sezione in lingua sarda del Premio DELEDDA 2008, che riconduce ad unità attraverso l’utilizzo di un’unica grafia, le due principali varietà della lingua in cui è scritto (varietà campidanese e logudorese). Lingua sarda che è doppiamente presente: protagonista della scrittura e del tessuto narrativo. Da un lato perché molta parte della narrazione ruota intorno al sardo e alla proibizione (1567) di esso nei collegi dei gesuiti appena aperti in Sardegna, a causa di accordi intervenuti tra il sovrano spagnolo ed il Papa Nero. Dall’altro perché i due coautori operano una scelta precisa, erigendo la lingua a simbolo ma anche a pratica vissuta di libertà.

 

Il testo prende vita sulla scena in un ritmo sincopato che si fa parola, suono, movimento, visione.

 

Addia, storpiatura del suo vero nome, ma anche avverbio della lingua sarda che significa oltre, si muove oltre lo spazio e il tempo, sospesa tra le dimensioni della vita materiale e spirituale. L'energia, come un vento forte, la pervade e la unisce alla natura indomita, al battito della terra che con lei attraversa i suoi cicli di nascita, morte e rinnovamento.

È dalla natura, dalle sue erbe e piante che Addia trae i medicamenti per coloro che cercano cure per il corpo ma anche per l'anima. I medicamenti da soli non bastano, se non accompagnati dai “brebus”. Magia e potere della parola, del superamento delle dicotomie razionalistiche.

 

Attraverso la sua storia, si apprende che il di là al quale spesso ci contrapponiamo sta più a portata di mano, segreto nel nostro intimo, dentro di noi, pur (di)sconosciuto e censurato.

 

La sua storia costituisce il paradigma di una lotta nonviolenta che vede nella ricerca della propria identità il primo passo per una riaffermazione culturale e politica. Lei che è tutt'uno con le forze della natura e con questa terra di Sardegna in cui la volontà di autodeterminazione del popolo ribelle non si è mai sopita. E' accusata di stregoneria e imprigionata.

Anche in prigione recita il padre nostro in sardo, trasgredendo un preciso divieto.

La lingua del popolo, questa bellissima lingua dai suoni magici, è il suo baluardo e quello di chiunque voglia, anche oggi, riappropriarsi delle proprie radici per costruire un futuro possibile in una dialettica tra identità locale e villaggio globale.

DIRE, RECITARE, ASCOLTARE la lingua sarda è di per sé straordinario, rivoluzionario e rivitalizzante.

Il reading è una coproduzione Theandric Teatro Nonviolento e Figli d'Arte Medas

 

 

T e a t r o N o n v i o l e n t o